22
Giu
2020
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Toyohiro Akiyama: il primo giornalista spaziale della storia

C’è chi da piccolo sognava di diventare un astronauta o un giornalista e chi è riuscito ad essere entrambi!

Parlo del giornalista e astronauta giapponese Toyohiro Akiyama (秋山豊寛 – 22 giugno 1942) che nel 1990 si lanciò a bordo di un razzo sovietico per diventare il primo corrispondente spaziale della storia e il primo giapponese ad aver lasciato l’atmosfera terrestre.

Prima di decollare il 2 dicembre di quell’anno dal cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan, Akiyama venne sottoposto a oltre un anno di controlli medici, formazione, lezioni di ingegneria spaziale e studio della lingua russa.

La sua permanenza nello spazio durò 9 giorni, durante i quali trasmise in diretta la sua esperienza e gli esperimenti che stava conducendo. 

Attraverso gli occhi di un corrispondente spaziale

Secondo Akiyama la cosa più difficile è stata quella di imparare il russo, ma ne è valsa la pena se poi tutto questo gli ha permesso di poter osservare la Terra a 400 km di altezza! 

Ma ciò che ha colpito maggiormente il nostro coraggioso giornalista è stata la nostra brillante Terra blu che da lì in alto acquisiva le sembianze di una forma di vita fluttuante nell’universo, rendendolo visivamente consapevole di quanto “un’atmosfera così sottile sia in grado di proteggere ogni essere vivente.”

Inoltre, come egli stesso afferma, ha avuto l’opportunità di poter constatare con i suoi occhi i diversi fusi orari: “la zona in cui era ancora pomeriggio, quella in cui si stava avvicinando il crepuscolo, i luoghi in cui si stava facendo buio e quelli nel buio. Era come ascoltare un’orchestra di colori, per così dire.”

Ma come ci è arrivato un giornalista nello spazio?

Cresciuto nel distretto di Seijo, nel quartiere di Setagaya, a Tokyo, dalla sua tata che lo accudì durante la sua infanzia, Akiyama racconta che da piccolo era talmente timido che in terza elementare la madre decise di farlo entrare nel club di teatro. Riscoprendosi abbastanza portato alla recitazione, entrò a far parte di un gruppo teatrale professionale, ma avendo poi assistito all’impoverimento finanziario degli attori, in quanto tutte le loro finanze erano basate sul numero di persone che si presentava ai loro spettacolo, decise di abbandonarlo. Questo lo portò ad accettare in seguito la proposta del suo insegnante di storia per partecipare al club giornalistico. Da lì iniziò ad informarsi sempre di più sulla società e ad interessarsi maggiormente al giornalismo. 

Dopo aver frequentato la International Christian University a Mitaka, Tokyo, riuscì a trovare lavoro presso la TBS, una stazione di trasmissione privata con sede a Tokyo, che lo inviò a Londra per circa un anno e mezzo per lavorare alla BBC e creare programmi di notizie in lingua giapponese su radio a onde corte.

Tornato dalla Gran Bretagna, venne assegnato alla divisione notizie internazionali (外臣部, gaishinbu) per poi dedicarsi alle notizie politiche. Dopo aver trascorso 4 anni a Washington (1984-88) come capo ufficio, tornò in Giappone per diventare redattore a Tokyo.

Dal 1985 in poi, con l’emergere del leader sovietico Michail Gorbachev e con i colloqui del Trattato di riduzione delle armi strategiche tra Stati Uniti e Unione Sovietica, fu un momento entusiasmante per i corrispondenti a Washington. Ogni cosa faceva notizia tanto da riuscire a scrivere circa 10 o 15 storie al giorno.

Per questo motivo, una volta tornato a Tokyo trovò il suo lavoro abbastanza noioso e iniziò ad interessarsi al progetto della TBS di far andare uno dei suoi giornalisti su un veicolo spaziale russo.

La TBS e il progetto spaziale.

A quel tempo la TBS si stava avvicinando al 40 ° anniversario della sua fondazione e vennero avanzate delle proposte su ciò che si sarebbe dovuto fare per questo avvenimento, da qui ebbe origine il progetto spaziale.

Tuttavia, da quanto afferma Akiyama, un altro dei motivi che spinse la TBS ad investire 1,5 miliardi di yen (10 milioni di dollari) sul programma spaziale russo (con il consenso degli Stati Uniti) fu la scelta da parte degli Stati Uniti di coinvolgere altri paesi, tra cui anche il Giappone e quindi la TBS, per impedire alle industrie missilistiche sovietiche a corto di liquidità di scomparire rapidamente. Era quindi estremamente importante per i vincitori della guerra gestire gli ingegneri dei paesi sconfitti ed evitare una fuga di cervelli da parte degli ingegneri spaziali russi.

Ed oggi di cosa si occupa Akiyama?

Nel novembre del 2011, Akiyama ha assunto l’incarico di professore presso l’Università di Arte e Design di Kyoto.

“Ecco dove sono le mie speranze: insegnare a coloro che sono liberi dall’influenza dei mass media, da zero. Potrebbe sembrare che stia sputando sul piatto in cui mangio mentre mi guadagno da vivere nei media da 30 anni, ma sto riflettendo profondamente su alcuni degli atti orribili che abbiamo commesso: cose che hanno portato le persone a perdere la loro capacità di pensare da soli e lasciare che gli altri plasmassero il loro pensiero.

Non puoi essere creativo lasciando che gli altri pensino per te.”

Articolo scritto da Maryrin

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