15
Mag
2020
4

Underwater (parte 3)

Tutto mi parve avere finalmente senso e, con una lucidità che mi sembrava riaver acquisito dopo molto tempo, presi il cellulare.

Va bene, passa tra circa mezzora.

Il mio cuore iniziò a battere nel momento in cui avevo inviato il messaggio e per tutto il tempo a seguire.
Decisi di utilizzare solo un po’ di mascara, in quanto non ero in vena di truccarmi. Volevo farmi vedere senza maschera, nuda e spoglia davanti a quel ragazzo che era riuscito a risvegliare in me ciò che pensavo aver perduto.
Dopo esattamente 30 minuti passò a prendermi.
Salii in macchina e lo vidi.
In realtà ci eravamo già incontrati tante volte in passato, quando prendevamo lo stesso autobus per andare a scuola insieme. Erano passati almeno 6 anni dall’ultima volta, ma ora era diverso, lui era diverso.
Era cresciuto.
Le mie guance iniziarono a prendere colore, certamente ricordavo il suo aspetto, ma non mi aspettavo di ritrovarlo così cambiato.
Era splendido.
Il senso di colpa nei confronti del mio fidanzato mi corrodeva e contrastava con l’emozione di rivedere lui.
Mi osservò senza nascondere l’esultanza di aver finalmente accettato un suo invito.

Sei senza trucco? Ti si vedono le lentiggini.

Mi sentii a disagio per essermi presentata in quel modo:

Sì, scusami per le mie condizioni, ma…

Ma sei bellissima.

Cercai di non attaccarmi a quella frase, sicura del fatto che mi sarebbe rimasta impressa per giorni, chiedendomi se non fosse stato meglio rimanere a casa, ma ero convinta che tanto prima o poi avrei comunque ceduto alla tentazione.

CONTINUA

Maryrin

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